Autrici come l’inglese J.K. Rowling e la statunitense Stephanie Meyers hanno oggettivamente rivoluzionato la letteratura per ragazzi. Analizzando il fenomeno legato alla Saga di Twilight e alle mirabolanti avventure del maghetto Harry Potter si avverte chiaramente che il genere fantasy ha subito una mutazione e la cosa bizzarra è che non richiama unicamente più un pubblico di lettori young adult. Conosco lettori adulti appassionati di Harry Potter che con la scusa di comprare i libri per i loro figli, si recano in libreria ad acquistarli e passano poi la notte immersi nella lettura. Alle sopraccitate Rowling e Meyers credo presto andrà ad aggiungersi la tedesca Kerstin Gier, un nome non ancora famosissimo ma se osserviamo i dati di vendita non possiamo ignorare quanto la Gier si avvicini alle più celebri colleghe soprattutto grazie alla Trilogia delle gemme, una saga davvero originale e personale composta da tre volumi, Red, Blue di cui vi parlerò in questa recensione e l’ancora inedito in Italia Green che prossimamente la Corbaccio darà alle stampe e in cui potremo conoscere lo svelamento di tutti i misteri che si sono susseguiti ad un ritmo a dir poco vertiginoso durante la narrazione. In questa trilogia il lato avventuroso e il rischio e il pericolo hanno un ruolo vincente, portando i viaggi nel tempo al centro di un intricata ridda di misteri e sconcertanti rivelazioni. Protagonista è la sedicenne Gwen Shepherd della antica famiglia londinese dei Montrose, una ragazza fresca e sbarazzina, con una vita apparentemente normale, una migliore amica pronta ad aiutarla in ogni frangente e pronta a credere alle sue mirabolanti avventure, che vede i fantasmi tra cui un buffissimo e impertinente demone-doccione con le corna e il muso di gatto e che ha una relazione complicata con Gideon De Villiers suo compagno di viaggio, per il quale proverà ben più di una tenera amicizia sebbene qualcosa nel suo comportamento la sconcerti e la spiazzi. Il segreto principale da scoprire è il vero utilizzo di due cronografi a cui sono legate le sorti stesse dell’intera umanità e per farlo i protagonisti non potranno rinunciare a svelare le trame occulte del misterioso conte di Saint Germain avventuriero e alchimista davvero esistito e forse per questo ancora più inquietante. Fermo restando che è una lettura per adolescenti e molte parti leggermente infantili potranno scoraggiare i cultori di fantascienza e di viaggi nel tempo, a cui magari consiglierei il recente La mappa del Tempo di Felix J Palma Castelvecchi, comunque Blue è un libro ben scritto, di veloce lettura, pieno di personaggi ben caratterizzati e soprattutto simpatici. E’ una piacevole lettura, che ha suscitato commenti a volte davvero entusiasti da parte dei lettori di mezz’Europa e un passaparola sempre più fitto che ha creato attesa e aspettativa e mi ha notevolmente incuriosito anche prima di avvicinarmi al libro. Blue è senz’altro un libro diverso dal solito, interessante se vogliamo, utile per molti versi se si vuol comprendere il mondo fantastico che appassiona giovani e ragazzi. Non ci sono vampiri, cosa che dal mio punto di vista può anche essere considerato un pregio, e il dato più ostico da credere è che la capacità di essere catapultati nel passato dipenda da una modificazione genetica, fatto che farà sorridere i più smaliziati. La bellezza del romanzo sta nello spirito che lo anima, nell’umorismo e nella vivacità che l’autrice sa infondere alla narrazione. Il lato romance è particolarmente messo in risalto, l’autrice ci tiene a dare una luce particolarmente romantica alla storia, l’amore adolescenziale tra i due protagonisti, fatto di turbamenti, emozioni contrastanti, e batticuore occupa buona parte delle pagine, ma non disturba, anzi arricchisce la trama e accentua la profondità psicologica dei personaggi.
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