Viaggio al confine del paradossale attraverso quattro personaggi dipendenti RAI ricoprenti varie mansioni che da visuali differenti interpretano il lavoro che svolgono, l'azienda che li dirige, la nazione che li governa. Provenienti da realtà culturali differenti e perseguendo obbiettivi a volte contrapposti, si ritroveranno a condividere in un piccolo spazio una non ben specificata situazione tra fiction e realtà, distanti mille miglia gli uni dagli altri, ma accomunati da uno stesso destino che li farà discutere aspramente sullo stato di degrado della televisione pubblica senza preoccuparsi troppo della condizione di concorrenti-ostaggi, un ruolo all'apparenza molto rischioso. Slittamenti progressivi della Rai del novarese Simone Sarasso è un pamphlet acido e corrosivo che analizza con pungente intelligenza il nostro mondo, la nostra realtà dominata da quell' orripilante oggetto un po' kitsch presente in ogni casa che si chiama televisore. La civiltà dell'immagine ne esce a pezzi, con un occhio nero e molte piaghe insanabili. Sarasso non perdona l'ottusità e la scoraggiante narcolessia che un po' tutti ci coinvolge. Con irriverenza e uno spirito critico politicamante scorretto e un po' volteriano ci rivela che il re è nudo e chi finge di non accorgersene è in mala fede. Grottesco, surreale, tragicomico, irriverente Slittamenti lascia nel lettore non poco amaro in bocca ma anche la consapevolezza che se lasciamo le cose così il finale che ipotizza non è poi tanto lontano da un eventuale futuro possibile.
Slittamenti progressivi della Rai di Simone Sarasso Effequ collana libri volanti 2010, pagine 128 Prezzo di copertina 7,50
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