Recensione di L'illusionista di Edoardo Montolli a cura di Stefano Di Marino

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montolliL’ILLUSIONISTA di Edoardo Montolli – Aliberti – pp395- 19 euro
Elementi fortissimi. Una suora, truccata e in abito da sera,viene trovata sgozzata in un convento milanese. Sul braccio una data tatuata. Quella della sua morte. Ma forse  è rimando a un oscuro segreto che affonda nel perbenismo di una famiglia dell’alta società. Poi, lentamente ma con inesorabile precisione, emerge una leggenda urbana, anzi una leggenda del mondo criminale. La tecnica del Labirinto. Un piano così complesso, così imprevedibile da far perdere la testa. Soprattutto se la vittima finisce per ‘ metterci da solo il collo nel cappio’ come viene martellato nella mente del lettore. E spunta la figura di un criminale inafferrabile, abilissimo, capace di trasformarsi in chiunque e di non dimenticare nessuno. Così Johnny Santini, professore di liceo a Rho, uomo tormentato da un amore che non tornerà più ( o forse no?), strafatto di  hashish,  incline a innamorarsi di studentesse viziose, di cause perse, a lanciarsi in ardite quanto inutili imprese pseudo animaliste, si ritrova al centro di un intreccio che da piccoli fatti scollegati diventa…i l labirinto. Poliziotti corrotti, ex galeotti, combattimenti di cani, frati, agenti dei Servizi, signore della Milano-bene, imprenditori del porno, gente con la faccia pulita e l’anima nera. Mi piacciono le storie di Milano. Ne leggo moltissime un po’ perché è la mia città e anche io spesso ne scrivo, un po’ perché… inconsciamente voglio vedere cosa fanno i colleghi… se sono più bravi, se si  attribuiscono illegalmente l’eredità di Scerbanenco che della ‘Nebbiosa’ fu cantore insuperato. Credetemi, ne leggo di porcherie. L’illusionista ,invece, è forse il miglior thriller che ho letto negli ultimi tempi. E non solo su Milano. Che poi è la città che riconosco nei miei racconti ma vista con un occhio e un’ispirazione differente. Eppure lo sento vicinissimo, Edoardo, mentre corre affannato con il suo protagonista passando da un livello all’altro di un girone infernale. Sullo sfondo una realtà che recepisco tutti i giorni ma arricchita da caratteri, segreti, storie intrecciate da toglierti il fiato. Perché questo romanzo non ha vinto un premio? Non lo so, ma di certo vince il mio come lettore e collega. Edoardo lo conosco da una vita. Ho letto i suoi precedenti romanzi (Il Boia e La ferocia del Coniglio) che ho apprezzato ma con L’Illusionista fa un salto di qualità non trascurabile. I personaggi, l’intreccio si fondono con l’ambientazione. Scrive un vero ‘ nero’ed malgrado sugli scaffali italici questo genere trabocchi, non è cosa da poco. Una di quelle storie dove un poveraccio con tutte le sue pecche si trova ingabbiato in un meccanismo implacabile e tu, lettore, sei lì che vuoi sapere cosa c’è sotto. Speri che Johnny se la cavi e, al tempo stesso, assapori una sapiente messinscena che nella mala vecchia si chiamava ‘l’orologio’ ma qui sugge energia da Kayser Soze  e da mille altre suggestioni che Edoardo fonde in una trama complessa ma alla fine perfettamente comprensibile. Non fosse che  per questo varrebbe la pensa di leggerlo questo romanzo. Ma sfogliatelo con più attenzione. Scoprirete che Johnny Santini un po’ siete voi. E che la città che lo avviluppa è la vostra.

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