:: Alexandre Dumas padre inedito a cura di Elena Romanello

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IL RITORNO DI ALESSANDRO DUMAS PADRE

È stato il padre del romanzo storico tout court, pubblicato come romanzo d'appendice sui quotidiani: Alessandro Dumas padre, molto amato dal pubblico dell'epoca e guardato allora con sufficienza dalla critica per essere poi rivalutato decenni dopo, ha ispirato autori e autrici fino ad oggi con le sue avventure nella Storia, mai comunque travisata e sempre sfondo attivo su cui far agire moschettieri e cavalieri, dame e regine, tra drammi, passioni, battaglie, tradimenti.

La sua produzione letteraria è vastissima, con una trattazione pressoché completa della Storia di Francia dal Medio Evo all'Ottocento, ma i suoi romanzi più reperibili sono la trilogia dei Tre moschettieri (I tre moschettieri, Vent'anni dopo, Il visconte di Bragelonne), il cupo La regina Margot, sulle guerre di religione del Cinquecento, e Il conte di Montecristo, archetipo di ogni storia di vendetta.

La casa editrice Donzelli di Roma ha iniziato una riproposta o proposta, perché alcuni suoi romanzi non sono mai usciti in italiano e risultano di non facile reperimento anche per il mercato francese, delle opere di Dumas: oltre ad una nuova traduzione, che recupera parti inedite partendo dalle prime edizioni, de Il conte di Montecristo, ci sono due altre proposte praticamente inedite.

Madame Sylvandaire è il romanzo d'esordio di Dumas padre, ambientato nella Francia della Reggenza, il periodo storico che partì quando nel 1715 Luigi XIV, il Re Sole, morì anzianissimo lasciando come unico erede un bimbo di cinque anni, Luigi XV, per il quale si ritenne necessario nominare un Reggente, il cugino, duca d'Orléans. Su questo sfondo si dipana l'epopea di Roger Tancrède d'Anguillhem, giovane nobile squattrinato di provincia, che va a Parigi per recuperare una controversa eredità con cui potrà sposare l'adorata Costanza: nella capitale francese, sfrenata, violenta e libertina, conoscerà l'ambigua e affascinante Madame Sylvandaire, personaggio che anticipa non poco la perfida Milady dei Moschettieri, ma che per certi aspetti è più intrigante in quanto non si capisce fino in fondo quanto sia buona e quanto sia cattiva.

La guerra delle donne, uno dei tanti romanzi che l'autore scrisse per guadagnarsi da vivere quando comunque era ormai famoso, è alla sua prima pubblicazione in Italia, dopo essere stato riscoperto in Francia dopo oltre un secolo e mezzo dalla sua uscita sulle colonne del giornale La Patrie. L'epoca è la stessa di Vent'anni dopo, la Francia alle prese con la rivolta della Fronda, primo serio tentativo di attacco al potere reale da parte però di una parte della nobiltà. Nanon de Lartigues e Claire de Cambes, rivali in guerra e amore, reggono le sorti di una vicenda appassionante, divertente ma anche fosca e tragica, su un'epoca remota da riscoprire.

A distanza di un secolo e mezzo dalla loro uscita, i libri di Dumas restano godibilissimi per un pubblico assetato di emozioni e di intrecci, per il gusto della narrazione non pedante che porta in mondi remoti che sanno avvolgere al punto che diventa difficile staccarsene. Non c'è che da essere molto contenti per la scelta editoriale di Donzelli, ed attendere i prossimi titoli.

Elena Romanello


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