:: Il ghigno di Arlecchino di Adriano Barone a cura di Stefano Di Marino

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il_ghigno_dellIL GHIGNO DI ARLECCHINO di Adriano Barone- Asengard- 9.90 euro
Stefano Di Marino
Lo dicevo io… Adriano Barone lo conosco da un sacco di anni. Si presentò a un festival di Udine sul cinema asiatico. Era stato studente della mia amica Nicoletta Vallorani. Un ragazzo pieno di entusiasmo e interessi. All’epoca era agitatissimo. Aveva appena consegnato un  soggetto a Johnnie To per un film. Non so come andò a finire. Non se la prenda Adriano (con cui abbiamo lavorato anche in un corso di scrittura): la sua professionalità è pari solo alla sua’ faccia’ o mancanza di tale che lo spinge a essere… ecco diciamo weird, come il filone narrativo in cui si è lanciato anima e corpo (affermazione non casuale perché  tutto l’essere di Adriano come persona e autore ha qualcosa di  estremamente  ‘fisico’). Quando lessi per presentare la sua antologia di racconti  Carni (e)strane(e) trovai la conferma di un grande talento. Il racconto d’esordio ‘Minibimbi’ è una fucilata al cervello che innesca il desiderio di entrare (a proprio rischio) nel suo universo fantastico. Il  Ghigno di Arlecchino prosegue per la strada del Weid. Non un genere facile, non un genere per tutti e credo che l’autore ne sia più che consapevole. Nondimeno una strada interessante da battere. Spero che sia considerato un complimento ma la lettura di questo romanzo complesso ma perfettamente strutturato ed eseguito con un linguaggio adeguato (che è lo specchio del suo autore) mi ha ricordato i testi di Jodorowski. La casta dei Metabaroni illustrata da Jimenez, le fantasie dell’autore di Psicomagia rese graficamente da Cadelo, da Bouq. Non che Adriano abbia copiato ma sicuramente l’influenza del maestro che ci ha regalato El Topo e La montagna  sacra si sentono e che io citi paragoni fumettistici e cinematografici non è casuale. Ecco, forse vi siete fatti un’idea. Be’, preparatevi a ribaltare completamente la vostra opinione perché uno dei tratti più weird di questo romanzo è il continuo ribaltamento di fronte. Come se i tracciati attraverso i quali ci si muove (o ci si vorrebbe muovere?) creati da Adriano mescolassero le carte. Essere unico o duplicazione di un tiranno? Osceno anti eroe o angelo di purezza costretto in un mondo di follia? Il Ghigno di Arlecchino merita anche una nota all’illustratrice-Rom che meglio non avrebbe potuto cogliere lo spirito del romanzo. Se credete di aver visto tutto nel fantastico… perdete ogni speranza o voi che entrate… vi aspettano cose che voi umani non immaginate neanche.

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