Una Generazione senza Futuro?
Generazione A” di Douglas Coupland (traduzione di Marco Pensante): 391 pp. in brossura, prezzo di copertina € 15 [ISBN Edizioni – Special Books, 2010].
Dopo un esordio col botto (Generazione X, 1991) e un piccolo capolavoro (Microservi, 1995), si erano progressivamente perse in Italia le tracce del canadese Douglas Coupland (1961), che pure si era affermato come scrittore di culto degli anni '90, autoproclamato portavoce della generazione post-ideologica del Grunge e della prima Internet. Va reso quindi merito alla ISBN per aver pubblicato il suo ultimo romanzo, “Generazione A”, che già dal titolo si richiama esplicitamente alla sua opera più famosa.
L'obiettivo di Coupland è lo stesso di Tondelli: fare sociologia con i mezzi della letteratura. Nessuno meglio di lui, forse il più grande “scrittore nerd” in circolazione, sa descrivere con spietata lucidità e ironia dissacrante i nostri tempi consumistici e postmoderni, dominati dai social network e dai mobili Ikea.
Tecnicamente parlando “Generazione A” è un romanzo di fantascienza apocalittico (genere molto in voga), essendo ambientato in un futuro prossimo in cui le api si sono inspiegabilmente estinte e il mondo intero è avviato a una triste (per l'ottica di un nordamericano, ovviamente) decrescita, a causa dell'aumento a dismisura del prezzo del petrolio e del sempre maggiore inquinamento.
Si tratta in realtà di un Decamerone postmoderno (un modello citato espressamente da Coupland), in cui cinque ragazzi di varie parti del mondo – misteriosamente punti da api redivive – sono costretti da un'oscura organizzazione a raccontarsi delle storie, mentre sono confinati in una sperduta isola canadese.
Se i racconti boccacceschi erano però incentrati sull'erotismo e la derisione dei vizi di nobiltà e clero, qui i temi sono aggiornati ai supereroi, i nuovi culti religiosi, i disastri e gli alieni.
È proprio in questa parte che l'Autore dà il meglio di sé, dopo un incipit fulminante, cui fa seguito però una carburazione un po' lenta e a volte noiosa, dimostrando di essere più portato per il racconto che per le lunghe narrazioni. E “Generazione A” si rivela essere una ricchissima catena di storie, tutte sottilmente unite le une alle altre, fino alla sorprendente rivelazione finale.
I livelli di lettura più profondi del romanzo contengono una riflessione metaletteraria sull'importanza della narrazione e una feroce satira della postmodernità, con lo sguardo puntato soprattutto sull'impatto di internet e dei gadget tecnologici sulle nostre vite.
Una nota di apprezzamento va alla splendida veste editoriale del volume, piacevole sia alla vista sia al tatto. Speriamo che, oltre alle nostre amiche api, non spariscano anche libri cartacei così belli, visto il prossimo avvento degli ebook sul mercato italiano.
Ultimo particolare: all'inizio il lettore è avvisato che il libro è stato pubblicato con il sostegno del “Canada Council for the Arts”, il quale lo scorso anno avrebbe investito ben 20,1 milioni di dollari nella scrittura e nell'editoria di tutto il Canada.
Hai capito, Ministro Bondi?
Valentino G. Colapinto
Lascia un commento