:: Recensione di Charles Bukowski di Paolo Roversi a cura di Valentino G. Colapinto

by

90-anni-buon-compleanno-bukowski-L-1Il vero Bukowski svelato da Paolo Roversi 

Charles Bukowski. Scrivo racconti e poi ci metto il sesso per vendere. La vita, la poesia e i segreti di uno scrittore maledetto” di Paolo ROVERSI: 192 pp. Ill. in brossura, prezzo di copertina € 16 [Castelvecchi – I Timoni, 2010]. 

C'è lo scrittore e c'è il suo mito. Spesso le due cose si confondono fino a diventare indistinguibili, come nel caso di Henry Charles Bukowski (Andernach, 1920 – San Pedro, 1994), per tutti “Hank”, e del suo doppio letterario, Henry Chinaski, amatissimi tutti e due soprattutto in Europa – e in Italia in particolare – più che nella loro patria, gli USA.

A cercare di mettere ordine, distinguendo la storia dalla leggenda, ci pensa adesso lo scrittore e giornalista Paolo Roversi (Suzzara, 1975) con la riedizione aggiornata di questa meritevole biografia (già pubblicata nel 2005 da Stampa Alternativa).

Sul poeta sbronzo e maledetto di Los Angeles esiste già una ricca bibliografia, ma ci sentiamo senz'altro di consigliare quest'opera a tutti i suoi fan, perché Roversi è innanzitutto egli stesso un fan e in più uno dei più grandi studiosi della vita e delle opere di Bukowski – scoperto per caso in biblioteca proprio nel 1994, anno della sua morte, dopo averlo scambiato erroneamente per un autore russo alla Bulgakov.

Su di lui Roversi ha scritto ben tre libri: oltre alla succitata biografia, una raccolta di aforismi, “Seppellitemi vicino all'ippodromo così che possa sentire l'ebbrezza della volata finale” [Stampa Alternativa – Millelire, 1997] e il sorprendente “Taccuino di una Sbronza” [Kowalski, 2008], in cui Bukowski si reincarna addirittura in un tranquillo (fino ad allora) ragazzo milanese, che comincia a frequentare una certa “Jolanda Bivano”, amica di Buk e dei poeti della Beat Generation…

Quasi un'ossessione quella per il più etilico degli scrittori e i risultati si vedono. Quest'agile vademecum, infatti, permette al lettore di impossessarsi in poco tempo di tutto l'universo bukowskiano, osservandolo quasi dal buco della serratura. Anche per chi ha letto tutto o quasi Bukowski, infatti, le sorprese non mancano.

È strano, per esempio, venire a sapere che il cantore dei peggiori bar losangelini non era poi così maledetto (nell'ultima fase della vita s'imborghesì non poco) e squattrinato (godette di una ricca eredità paterna) come amava invece far credere.

Il libro si avvale di un ricco e interessante apparato fotografico e della collaborazione della mai troppo rimpianta Fernanda Pivano (1917-2009), la quale raccontò anni orsono al giovanissimo Roversi molti aneddoti curiosi e particolari poco conosciuti sull'amico Buk, di cui aveva diffuso la fama nel nostro paese. Un'amicizia bizzarra eppure sincera, quella che questo libro ha il merito di rievocare, tra uno degli alcolisti più impenitenti mai vissuti e una traduttrice astemia fin dalla nascita, che non andava oltre la coca cola.

Ne viene fuori il Bukowski che non ti aspetti. Sensibile, timido, quasi romantico, mentre accoglie la Fernanda nazionale con un fiore in mano. Ben lontano, quindi, dall'immagine stereotipata del barbone ubriaco, misantropo e rissoso, che gira sempre con un coltello in tasca. Un tipo da cui sarebbe saggio restare ben alla larga. E non era poi tanto vero neppure che il vecchio ubriacone fosse così innamorato degli ippodromi, dove ci andava più per studiare il pubblico che per osservare i cavalli.

Queste divertenti rivelazioni nulla tolgono, ovviamente, al vigore e alla bellezza delle sue poesie e racconti, tra i più significativi della letteratura novecentesca non solo americana, perché anche in casi come quello di Bukowski – i cui scritti sono quasi completamente autobiografici – non bisogna mai confondere l'autore con la sua opera.

Molto interessanti i capitoli dove si citano tutti i cantanti ispirati dal Nostro, tra cui c'è – udite, udite – perfino Ambra Angioini, oppure quelli dove si raccontano i mitici reading ad altissimo contenuto alcolico e inoltre la leggendaria comparsata televisiva ad Apostrophes di Bernand Pivot, su cui non sapremo forse mai la verità dei fatti.

Scoprirete, inoltre, che esistono molti locali italiani ispirati a Bukowski, che pure non vi mise mai piede nel Belpaese, e tutti i film tratti dai suoi scritti, nonché un elenco completo delle sue opere tradotte e pubblicate in Italia con tanto di annotazioni critiche.

Insomma, se siete fan di Bukowski non potete non avere questo libro e se non lo siete questa è la migliore introduzione possibile a un grandissimo e inimitabile autore. 

Valentino G. Colapinto

Lascia un commento