“Pinocchio .2112” è un romanzo di fantascienza.
Ma non proprio. E non solo.
L’atmosfera in cui si svolge la storia recupera alcuni cliché della fantascienza distopica (la razza umana costretta a vivere nel sottosuolo), ma li sviluppa in modo originale e sorprendente.
Il protagonista, Angelo, è un cercatore e uno spacciatore. Di droga, di alcool, di donne?
No, di libri.
I libri sono una merce preziosa, rara e ben pagata: sono i testimoni di un’epoca vissuta sulla superficie della Terra, alla luce del sole. Epoca della quale gli abitanti di questo sottomondo gretto, sporco e violento non hanno né ricordo né coscienza.
Il romanzo, narrato interamente in prima persona, riesce a creare attorno al lettore un’atmosfera cupa e rozza, un mondo in penombra nel quale morire è facile come respirare.
Ma questo è solo “l’inizio” del libro.
A mano a mano che si va avanti, il contesto fantascientifico lascia spazio allo sviluppo umano e psicologico. Il protagonista incontrerà un ragazzino, di cui deciderà di prendersi cura; e incontrerà una donna dalla bellezza mozzafiato: Eva, la moglie di Scipione Rega, il capo dei capi.
Ma soprattutto incontrerà la Verità: un’incredibile rivelazione capace di rovesciare l’intero universo distopico costruito sino a quel momento.
Silvio Donà, 45 anni, “quasi-esordiente”, ci sorprende con un romanzo dalla struttura narrativa impeccabile e dai protagonisti dipinti con realismo e malizia.
Il modo di scrivere è indice di una buona padronanza, non solo dei meccanismi della fantascienza, ma anche di quelli del thriller e del noir.
Questo romanzo è stato giustamente segnalato a uno dei concorsi indetti dalla “Leone Editore”.
4 ottobre 2010 alle 17:51 |
L'ho comprato alla Feltrinelli qui a Milano, l'ho letto in un lampo e condivido la recensione positiva: è proprio una bella storia.Anche le piccole case editrici a volte propongono romanzi davvero notevoli.
7 gennaio 2011 alle 10:23 |
Ma lo sai che è davvero bello questo romanzo?
Non sembra per niente un esordiente. E' scritto in modo asciutto ma mai sciatto, senza cadute di tono ed è molto avvincente.
Contento di avere dato retta alla recensione!!!
28 febbraio 2011 alle 13:07 |
Ma allora esistono buoni romanzi italiani di fantascienza! Alleluja!!! 🙂