Mariangela Cerrino e le storie del suo Piemonte
Mariangela Cerrino, nata e sempre vissuta a Torino, scrive sin da quando era giovanissima, quando debuttò con alcuni western ambientati nei futuri Stati Uniti prima della Guerra d'indipendenza per la casa editrice Sonzogno, con copertine realizzate da Guido Crepax. In seguito si è affermata come scrittrice di fantascienza e fantasy, scrivendo libri come il romanzo ecofantasy Lisidranda, edito da Armenia, ma non ha dimenticato il suo primo amore, la storia, che è tornata in opere come la trilogia sugli Etruschi edita da Longanesi composta da I cieli dimenticati, La via degli dei e La porta della notte e nel ciclo dell'anno Mille, pubblicato da Susa libri e composto da Il segno del drago, Il segreto dell'alchimista, Il custode dell'arcobaleno e Il calice spezzato.
La sua ultima fatica è ancora un romanzo storico, Il margine dell'alba, edito da Alacran, sulle guerre di religione del Cinquecento tra il Piemonte e il Delfinato, quando si scontrarono cattolici e valdesi e insieme interessi del re di Francia e del duca di Savoia. Tra le passioni di Mariangela Cerrino ci sono la storia, cultura, musica e tradizioni dell’area celtica, occitana e francoprovenzale, con particolare riferimento alla Valle di Susa, alla Savoia e al Delfinato e le antiche culture, religioni e mitologie. Adora il cinema di Ridley Scott e di Peter Jackson, Trilogia dell'anello in segue inoltre il progetto Tantestorie per le biblioteche civiche torinesi, durante il quale parla delle sue storie, così remote ma anche così attuali.
«Stavolta ho voluto raccontare con Il margine dell'alba una storia ambientata nei luoghi di dove è originaria la mia famiglia, la Valle di Susa e la Val Pellice, con scappate nelle regioni francesi del Queyras e del Delfinato, perché amo raccontare le storie poco note, ma che hanno condizionato le nostre valli e di cui ancora oggi si sente l'eco lontano: chi sa ancora qualcosa della Valle degli Invincibili, dove un pugno di Valdesi tenettero testa alle truppe di Emanuele Filiberto? Eppure negli archivi c'è tutto, ricostruzioni di battaglie, documenti, testimonianze: basti pensare che nella Biblioteca di Carmagnola c'è tutta la documentazione sulla battaglia di Ceresole. Purtroppo la storia locale non viene insegnata a scuola, del resto non si insegna più nemmeno la storia in generale.»
Il tema di fondo de Il margine dell'alba è quello delle guerre di religione, che vedono schierate da una parte il capitano de Lacazette, antieroe della vicenda, e dall'altra il suo amico fraterno d'infanzia Etienne, idealista fino all'ultimo, e in fondo sua coscienza. In Piemonte non succede più, per fortuna, che si muoia per opinioni religiose diverse, in altre parti del mondo questo invece continua ad avvenire ed è spesso cronaca di frettolosi notiziari.
«L'intolleranza religiosa è un tema sempre attuale, oggi più che mai. Gli esseri umani non hanno mai perso l'abitudine di farsi scudo con il nome di Dio in battaglie che sono solo di uomini, come dice ad un certo punto nel libro uno dei miei personaggi. Ho ricostruito quell'epoca tra l'altro cercando di non scendere troppo nei dettagli più crudi, anche se gli eventi ci sono, così come avvennero, anche se alcuni miei personaggi, come Etienne e Felicienne, l'ostessa del Fleur de Lys di Briançon, sono inventati».
Il primo libro che ha letto Mariangela Cerrino, a sette anni, fu I tre moschettieri di Dumas, nell'edizione per adulti, e lo stesso gusto del romanzo storico, tra realtà e fantasia, tra eroismi e sentimenti, si ritrova anche ne Il margine dell'alba, storia appassionante e tragica, che parte da una grande amicizia, che non può durare, perché è tra un cinico come Lacazette, pronto a cambiare bandiera nel corso della sua vita per convenienza, e un idealista come Etienne, figlio di un valdese ucciso e che diventerà della religione dei suoi avi per scelta. Ma un'amicizia che segnerà entrambi, soprattutto Lacazette, per il quale Etienne rappresentava la sua parte migliore, una delle poche persone che l'abbia amato, insieme a Felicienne.
Una curiosità: il capitano Lacazette è realmente esistito, morì davvero anziano ad Oulx nel 1590 vittima di giochi di potere perché era un personaggio scomodo ed inviso ad entrambe le fazioni e la sua tomba non fu mai ritrovata. Ma forse, come suggerisce Mariangela Cerrino, era morto nell'anima vent'anni prima, in quell'alba che segnò il suo destino e la sua perdita.
Il margine dell'alba, Mariangela Cerrino, Alacran edizioni, 19 euro
Elena Romanello
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