Con sottofondo di "Son Of Suzy Creamcheese", di The Mothers of Invention
Hai voglia di parlarci del tuo ultimo romanzo "Ridatemi il tempo delle mele" (Newton Compton)?
E’ la storia di Lavinia, una quasi trentenne, gran sognatrice, che vive ancora con una surreale mamma-carceriere, non ha un lavoro e neppure un fidanzato degno di questo nome. Un giorno, per caso, tutto si sblocca: un piccolo quotidiano cittadino le offre un posto da redattore con tanto di mini-stipendio. Andare a vivere con Giorgia, l'amica di sempre, è la scelta più ovvia; meno scontato, invece, è l'incontro con un ex professore di filosofia finito sulla strada dopo aver perso moglie e figlio in un incidente. Ma si tratta davvero di un incidente, o piuttosto di un omicidio commesso proprio da quel barbone che ha scelto di rinnegare l'uomo intelligente e affascinante che era? Forse "L'uomo del tempo" è solo un inguaribile sognatore, la variabile straniante che indurrà Lavinia a intraprendere una ricerca che vale una vita, legando i suoi giorni e le sue speranze a quelli di un uomo dall'oscuro passato.
Savio, il misterioso "uomo del tempo" descritto nel libro, è preso da una figura reale o è frutto della tua fantasia?
Ogni personaggio dei mie libri è la somma delle caratteristiche di più persone osservate con l’aggiunta di un pizzico di fantasia. Non è mai né vero, né inventato dall’inizio alla fine.
Che importanza ha avuto la musica nella stesura di "Facciamo (un) casino?" (Aliberti Editore)?
Be’, “Facciamo (un) casino?” è ambientato nel backstage del mondo della musica e proprio per questo raccoglie tutti i paradossi del settore. Laddove le note quasi non hanno più significato.
Oltre ai divertenti paradossi che accompagnano il romanzo, possiamo leggere nell'idea di mettere su una casa d'appuntamenti on line una critica satirica al Sistema?
Assolutamente sì. La parentesi nel titolo lo trasforma anche in “Facciamo casino?”, un modo per dire che bisogna ribellarsi quando il mondo sembra andare alla rovescia. E poi è anche una critica leggera al falso perbenismo che spesso dilaga. A coloro che predicano bene e razzolano male.
Come reputi la tua opera prima "Dimmi di no" (Graus Editore)?
E’ un libro pieno di cuore, anche se presenta alcune ingenuità tipiche di un’opera prima. E’’ la storia di una donna, Alice che, di fronte a un abbandono, non si perde tra scenari sanguinolenti, mazze da baseball o coltelli, che rappresentano solo palliativi onirici. Sceglie la tastiera di un computer e uno schermo. La storia di Alice e Alberto diventa così un romanzo che regala all’autrice un successo inaspettato, lanciandola verso l'ultimo duello con se stessa e con quella presenza che non vuol saperne di sparire per sempre. Dopo varie peripezie Alice approccia il mondo delle chat, cercando, perdendosi e ritrovandosi irresistibilmente attratta da un utente il cui nick-name è dimmidino.
Il mondo virtuale (chat e ammenicoli vari) in qualche modo ispira i tuoi romanzi?
Sono una donna iper-tecnologica e questa mia caratteristica non può che influenzare tutti i mie scritti.
Quali sono i tuoi cattivi maestri?
Non ho cattivi maestri.
C'è qualche nuovo autore nostrano che ti piace particolarmente?
Mi piace molto Ivan Cotroneo, anche se non è proprio un esordiente…
Hai una giornata creativa tipo? Modalità di lavoro?
Vorrei, dovrei essere più disciplinata, ma purtroppo non lo sono. Cerco di mantenere una certa continuità, ma spesso accade che scrivo dieci pagine e magari, poi, per due giorni, non tocco la tastiera. Oppure mi lascio sedurre da un momento creativo, magari in un bar, e allora comincio a imbrattare tovaglioli, tovagliette o tutto ciò su cui si può scrivere. Se il genio va di pari passo con la sregolatezza, allora sono un GENIO! (ahahahha)
Stai lavorando a qualche nuovo progetto letterario?
Ho da poco consegnato un nuovo romanzo, ma non conosco ancora i tempi di pubblicazione. Questa volta si tratta di una vera storia d’amore dall’inizio alla fine, con tutti i crismi. Visto che gli amici mi rimproveravano sempre di essere l’antiromantica per eccellenza. Speriamo di aver fatto un buon lavoro!
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