con sottofondo di "Talk Talk Talk ", di The Psychedelic Furs .
Hai voglia di parlarci del tuo romanzo "Fuori di cuore" (Enrico Folci Editore)?
Parlare di “Fuori di cuore” per me, non è facile: è un libro in cui credo tantissimo e molto profondo, ma ogni volta che mi chiedono di parlarne, non so mai come iniziare. Forse perché racchiude così tanto, tocca argomenti così diversi e quotidiani, che il loro peso lo conosci solo quando non l’hai più. E’ nato come una trilogia di cui “Fuori di cuore” è solo il primo capitolo: è principalmente una storia d’amore, i cui protagonisti, Simone e Francesca vivono e al culmine non riescono più a gestire; chiudono i loro cuori, scegliendo la via della fuga a quella più difficile di un confronto sulla incapacità di vivere il loro amore. Scegliendo per non soffrire, di vivere fuori di cuore. Ma mentre Simone vive questo momento come qualcosa da cui ripartire, Francesca si chiude in situazioni ancora più difficili; per caso si rincontreranno e capiranno quanto è vivo ancora il sentimento che li lega, sciogliendo insieme quel nodo irrisolto che nella vita di Francesca ha causato le radici del suo cuore andato fuori, grazie all’aiuto inaspettato di qualcuno che aiuterà Simone a rimetterà quel cuore sui binari giusti, perché lui e solo lui ha iniziato il suo deragliamento. L’ho scritto e riscritto più volte, scegliendo con cura l’Editore, perché un libro d’amore è sempre una scommessa, non sai mai il riscontro che avrà su chi lo legge. Enrico Folci è un Editore che pubblica solo storie d’amore: chi meglio di lui? La sua uscita è prevista per il 13 luglio … e ne sono molto fiera.
In passato hai scritto e pubblicato poesie (tra cui la silloge "Quello che non so di te" (Il Filo Edizioni) e racconti apparsi su antologie della Giulio Perrone Edizioni e Aletti Editore. Quale forma di scrittura prediligi?
Ho iniziato componendo poesie e il mio primo libro è stata proprio una silloge di poesie; pur continuando a scriverne, ho scoperto la magia di un racconto che prende forme su di un foglio bianco. Devo dire che non ho modelli a cui mi ispiro: posso solo dire che i miei personaggi sono senz’altro dinamici, vivono le loro difficoltà e momenti di impasse come una spinta per riprendere. Difficilmente un mio protagonista resta quello che è, ha una sua evoluzione e una sua crescita.
Puoi parlarci di "Io vado scalza" con cui hai vinto la I edizione del Concorso Nazionale Letterario "Un Fiorino"?
“Io vado scalza” è stato un sogno realizzato: ha vinto un premio e nell’ultima edizione del Premio Internazionale Penna d’Autore di Torino è stato semifinalista. E’ alla seconda ristampa e ha avuto un buon impatto col pubblico. Rispetto a Fuori di cuore, è senz’altro più introspettivo e personale, seppur non autobiografico nell’accettazione del termine, ci sono spunti del mio vissuto, ma non è la mia vita quella che racconto attraverso le tre protagoniste, Angela, Lory e Miriam, tre donne con tre identità diverse e una sofferenza nell’anima che le porta inevitabilmente a chiudersi in un circolo vizioso da cui non riescono a uscire. Per ognuna, l’unico bagaglio è rappresentato dalla propria forza interiore, l’unico vero sogno è essere amate per quello che si è. Ma a volte quello che si rincorre è quello che se non lo raggiungi ti fa cadere senza avere più la forza di rialzarti. La vita le metterà a confronto e sapranno cogliere quel gancio che unite, le porterà a una rinascita, a un catarsi … ad andar scalza.
Pensi che il romanzo "D'Amore" possa avere un futuro in un mercato "malato" come quello italiano?
Si può scrivere di tutto, si può leggere di tutto: ma a mio avviso, l’amore è e resta il motore principale che muove ogni cosa. Anche in un mercato claudicante come il nostro, il romanzo d’amore troverà sempre il suo spazio.
La componente erotica e/o sensuale ha un peso nel tracciare una storia come quella descritta in "Fuori di cuore" o "Io vado scalza"?
Erotismo e sensualità: non so. Forse nella scrittura sono innati, appartengono a un libro come a una donna. Si ha o non si ha.
Come ti sei avvicinata alla scrittura?
Scrivo da sempre, porto a termine da mai. Ma poi un giorno qualcuno ha avuto più fiducia di me in me e mi ha spinto a portare a termine. Ringrazio di cuore chi l’ha fatto e ringrazio me per averle dato retta.
Quali sono i tuoi maestri letterari?
Adoro Verga, la Mazzantini, Camilleri, Ammaniti, Coelhio e Nicholas Spark.
Qual'è il tuo rapporto con i booktrailer? Li usi per pubblicizzare i tuoi libri?
Adoro realizzare booktrailer e li utilizzo tantissimo per pubblicizzare i miei libri: l’unione di immagini, musica e parole, è un bellissimo lavoro da realizzare che, se ben fatto, ha un impatto immediato e coinvolgente da parte del lettore. E anche su di me.
Hai fiducia nell'evoluzione tecnologica dell'editoria?
Probabilmente la tecnologia avrà il suo spazio anche nel campo dell’editoria: ma per quanto ormai non posso fare a meno di un pc, ancora scrivo su carta e se leggo un libro, preferisco il profumo della carta e l’emozione di aprire una nuova storia con un semplice voltar pagina.
Stai lavorando a qualche nuovo romanzo?
Si, sto lavorando al seguito di “Fuori di cuore”: è nato come una trilogia e sto scrivendo il secondo capitolo. Ho un altro paio di manoscritti a cui sto dando forma, ma altri sono già pronti nel cassetto dei sogni.
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1 giugno 2010 alle 10:53 |
sono incuriosita…leggerò