La surreale vicenda narrata da Stefano Pitino riesce a trascinare il lettore e a catapultarlo sulla scena di un racconto che si sviluppa con una trama semplice ma non banale, carica di suggestioni e simbologia. I dialoghi serrati tra i dodici personaggi, un po’ stereotipati nel tentativo rappresentare le più attuali inclinazioni umane, sono caratterizzati da un linguaggio fresco e giovane. Il romanzo è strutturato come una sceneggiatura, e del teatro riprende anche l’impostazione classica secondo le tre unità di luogo, tempo e tema trattato. Tutti i protagonisti della storia sono chiamati a dare un senso al proprio Destino e alle proprie scelte improvvisamente, in un giorno iniziato come tanti altri, e affrontano in modo differente le domande che l’uomo si pone da sempre: che senso ha la nostra vita? Per cosa vale la pena di lottare e sacrificarsi? Come si affronta la Morte? In poche ore la vicenda arriva al suo epilogo, caratterizzata da un ritmo incalzante che è forse la vera forza di questo romanzo e che ben viene rappresentato anche dal Titolo dell’opera, Strokes (Battiti). Il punto di vista dei personaggi e dell’autore si può anche non condividere, ma è difficile non venir affascinati dalla naturalezza con la quale tematiche complesse e fondamentalmente irrisolvibili sono trattate e proposte al lettore.
STROKES, romanzo di Stefano Pitino, Editrice ZONA, 2010, pp. 134 – euro 13,90
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