Dalla copertina una Marlene Dietrich in bianco e nero fuma e ci osserva immobile dandoci il benvenuto in questo piccolo viaggio nella musica di un rocker di provincia che con ironia e disincanto parla di sé e del suo gruppo ormai sciolto.
Sto cercando di smettere dell’esordiente Toni Noar Augello, edito dalla casa editrice toscana Zona, è questo e molto altro. Mentre ascolto l’album Penna e corde, cd contenuto nel libro prodotto da Antonio D’Apolito, puro rock italiano, rileggo alcuni passi del libro e mi immagino l’entusiasmo, il sudore che ha animato questi ragazzi facendoli vincere ogni ostacolo per il semplice gusto di riunirsi e fare musica.
Dall’ascoltare musica a farla tante volte il passo è breve…. In ogni caso non è proprio una delle cose più semplici a questo mondo. Per giocare a calcio serve solo una palla. Per fare musica ce ne vogliono almeno due.
Tra citazioni di Allen Ginsberg, testi di canzoni, l’odore della sala prove, viaggiamo con loro in un deserto ingiallito dalla luce blanda di lampioni stile retrò. Sto cercando di smettere è uno sguardo sincero su un mondo ai margini ma vitale e pieno di speranze, un mondo in cui la libertà non è una merce in vendita, un mondo in cui si viaggia tutta la notte per raggiungere una piazza dove suonare.
Il romanzo nasce come uno scambio di mail e ironicamente considera che il rock infondo è un vizio, una malattia da cui non si guarisce ed è impossibile cercare appunto di smettere. Tutto passa e a volte gli ostacoli sono più grandi di noi ma poi infondo C’è sempre qualcosa in più un po’ più in la come diceva Jack Kerouac.
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22 Maggio 2010 alle 7:30 |
Davvero intrigante!