Benvenuta Tiziana su Liberidiscrivere e grazie di aver accettato la mia intervista. Parlaci innanzitutto un po’ di te, racconta ai nostri lettori dove sei nata, che studi hai fatto, qualche tuo pregio e qualche tuo difetto.
Sono nata a Mantova e mi sono laureata in lettere con indirizzo artistico, negli studi ho coltivato le mia passioni: l’arte e la storia. Pregi che posso riconoscermi senza peccare di presunzione sono la costanza e la caparbietà nel raggiungere gli obiettivi che mi prefiggo. Quanto ai difetti ne ho diversi, quello che mi danneggia di più è la timidezza.
Quando hai deciso che saresti diventata una scrittrice? Era un tuo sogno già da bambina?
Mi è sempre piaciuto inventare storie, anche da bambina, storie che a volte scrivevo a volte restavano nella mia mente. Scrivere è una esigenza, ho scritto anche molti racconti solo perché sentivo di doverlo fare.
Parlaci del tuo debutto letterario, del percorso che hai fatto per arrivare alla pubblicazione. Hai qualche consiglio da dare ai giovani scrittori in cerca di editore?
– Questo primo libro è stato molto impegnativo soprattutto per la parte relativa alle ricerche che è stata molto lunga e complessa, una volta terminato l’ho spedito ad alcune case editrici e tra quelle che mi hanno contattato ho scelto Scrittura&scritture . Un consiglio che posso dare è di leggere molto e impegnarsi a fondo se si crede in un romanzo. Una volta finito bisogna lasciarlo per qualche tempo in un cassetto per poi rivederlo dall’inizio, anche più di una volta.
Per una donna pensi sia più difficile essere presa in considerazione nel panorama letterario italiano, o quello che conta è il talento?
Credo che conti il talento, un romanzo è bello a prescindere da chi l’ha scritto.
Mantova è la tua città. Come la descriveresti a chi non ci fosse mai stato? E’una città d’arte, piena di verde, a misura d’uomo? C’ qualche sua via, piazza o giardino che ti affascinano particolarmente?
Mantova è una città d’arte di cui i laghi, attraverso i secoli hanno conservato l’antica struttura. E’ una città a misura d’uomo, si visita bene a piedi e il suo centro storico sprigiona il suo fascino soprattutto di sera.
Quali sono i tuoi scrittori preferiti e quelli che ti hanno maggiormente influenzato?
Adoro i classici russi e gli scrittori sudamericani, tra i romanzi che possono avermi influenzato ci sono Il nome della Rosa di Umberto Eco La cattedrale del mare di Ildefonso Falcones.
Come è nato in te l’interesse per il thriller storico e come hai mixato in I Leoni d’Europa avvenimenti storici e fantasia?
I romanzi che leggo sono in prevalenza i romanzi storici, I leoni d’Europa sono nati collegando tra loro fatti realmente accaduti in quel preciso periodo storico.
Alle spalle del tuo romanzo c’è un grande lavoro di documentazione. Come hai preferito procedere: leggendo saggi, consultando internet, visitando archivi?
Ho letto moltissimi saggi per ricostruire il periodo cui si svolge la storia, per descrivere il modo in cui la gente viveva, cosa leggeva, come si spostava, cosa mangiava e quali paure aveva. Ho consultato documenti d’archivio e anche un manoscritto inedito sulla peste del 1576, ma non era sufficiente. Per ricostruire le ambientazioni ho visitato tutti i luoghi in cui si è svolta la storia quindi non solo i palazzi di Mantova, ma anche Venezia, Milano, Londra.
Il cinquecento, la Controriforma non è un periodo storico molto noto. Perché vi hai scelto di ambientare il tuo libro?
I fatti di cui narro sono realmente accaduti in quel periodo, il duello tra Vincenzo Gonzaga e James Chricton si è svolto il 3 luglio 1582 e di quegli anni è il complotto Throckmorton.
Biagio dell’Orso il capitano di giustizia protagonista di I Leoni d’Europa è un personaggio puramente nato dalla tua fantasia o trae origine da qualche personaggio storico realmente vissuto?
– Biagio dell’Orso era il capitano di giustizia di Mantova, ma di lui si conosce solo il nome, diciamo che è uscito dalla storia per entrare nel romanzo.
Quali sono secondo te i segreti per scrivere un buon giallo storico?
Il mio metodo è quello di creare un romanzo partendo da fatti realmente accaduti, in questo caso, come nel secondo romanzo, sono partita da un mistero già esistente e l’ho sviluppato. Direi che è molto importante avere rispetto dei lettori scrivendo storie e personaggi il più possibile aderenti alla realtà storica, anche se il lavoro di ricerca è duro.
I leoni d’Europa ti sta dando molte soddisfazioni, stai raccogliendo consensi unanimi sia a livello di pubblico che di critica. Parlaci del tuo rapporto con la critica. Leggi le recensioni, ti influenzano, quale ti ha fatto più felice leggere?
Sarà scontato ma quella che mi ha reso più orgogliosa è stata la prima sul giornale Roma di Napoli e il commento che mi è piaciuto di più è stato quello di una lettrice: Mi è dispiaciuto finirlo.
Ti hanno proposto di trasformare I leoni d’Europa in un film? Ti piacerebbere collaborare a scriverne la sceneggiatura? Mentre scrivevi il romanzo hai mai pensato che potesse diventare un film? Se sì quale attore vedresti bene nella parte del protagonista?
Ancora no, certo mi piacerebbe, nel caso dovesse succedere chiederò di collaborare alla sceneggiatura perché mi è capitato diverse volte di vedere film o di leggere libri di storia con errori madornali. Per la parte di Biagio dell’Orso, dato che secondo me un uomo con un nome del genere doveva essere bello, vedrei bene Alessandro Gassman
Ti piace la poesia ? Quali sono i tuoi poeti preferiti?
I mie poeti preferiti sono Leopardi, Ungaretti e D’Annunzio, l’Alcyone è un’opera stupenda.
Stai scrivendo un nuovo libro? Puoi anticiparci qualcosa in esclusiva per Liberidiscrivere?
Ho appena finito il secondo romanzo La spezieria dei veleni dove Biagio dell’Orso deve scoprire un segreto nascosto nel ritratto di Giulio Romano eseguito da Tiziano, un segreto che a distanza di cinquant’anni continua a uccidere
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