:: Recensione di La ragazza dai piedi di vetro di Ali Shaw a cura di Nicola Fabio Vitale

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ragazza piedi vetro lightSaper cogliere l’attimo fuggente, un’impresa, spesso, difficile. Fermare il tempo che scorre, è impossibile. L’attimo fuggente molto spesso finisce per perdersi nello scorrere del tempo, una dura condanna anche quando ci sono motivi validi che impediscono di trovarsi al punto giusto nel momento giusto. Un appuntamento mancato che potrebbe essere ampiamente giustificato perché, molto semplicemente, bisogna ritrovarsi oppure scoprirsi. È la storia di Midas Crock, un giovane fotografo solitario, e Ida McLaird, una ragazza costretta a vivere una strana e dolorosa trasformazione. A volte diventa impossibile cogliere l’attimo fuggente perché il tempo, nel suo scorrere, trasforma ciò che ci circonda in un qualcosa che non ci appartiene più e, pur cercandola, non esiste una soluzione. È sufficiente scoprire questa sensazione per rendersi conto che non siamo padroni del nostro destino, o non la siamo quanto lo vorremmo perché, molto spesso, di fronte alle emozioni siamo fragili come il vetro e finiamo per essere vittime di noi stessi. La ragazza dai piedi di vetro è una favola triste che si sviluppa in un luogo immaginario, l’arcipelago di St. Hauda Land, svelando la storia di due giovani vite sullo sfondo di quelle di chi li ha preceduti. A volte per realizzare i propri sogni sarebbe necessario cogliere l’attimo, a volte verrebbe voglia di terminare con una frase ispirata dal titolo di una canzone dei Nirvana: Vieni come sei, sarò come mi vuoi, sarò come ero, sarò come sono.

Titolo: La ragazza dai piedi di vetro
Autore: Ali Shaw
Editore: Fazi Editore
Pagine: 352
Anno: 2010
Prezzo: 18,50 euro


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