Benvenuto Renato su Liberidiscrivere e grazie per aver accettato la mia intervista. Parlaci di te, dove sei nato, i tuoi studi, la tua infanzia, i tuoi hobby.
Sono nato a Borgonovo Val Tidone, ai piedi dei colli piacentini, dove incomincia la più bella pianura del mondo; almeno lo era quando sono nato io, coi pioppi e i campi e l’odore della terra. C’erano le truppe tedesche in ritirata e i mongoli che violentavano donne e bambini al passaggio; ma nell’ospedale c’era pace; sono nato a mezzogiorno con le campane che suonavano. Poi Genova, in un appartamento molto decoroso ma ancora senza riscaldamento, con una grande stufa di maiolica a carbone. Papà, ferroviere, al pomeriggio copiava libri universitari a macchina come secondo lavoro. Ricordo con piacere il Liceo Scientifico e la Facoltà di Ingegneria elettronica: le equazioni della matematica che disvelavano la struttura del mondo a me estasiato.
Come ti seri avvicinato alla scrittura? C’è stato qualcuno all’inizio che ti ha particolarmente aiutato e indirizzato e che vorresti ringraziare?
Ho sempre letto; ero un ragazzino quando ho scoperto Hemingway, poi Steinback… anni dopo scrivevo manuali con tanta matematica per Il Sole 24 ORE e la mia editor, Angela Di Luciano, mi ha detto: “scrivi bene, perché non un romanzo?”; così è nato “L’Assalto”; ad Angela non piacque e non lo volle pubblicare però piacque a Stefano Magagnoli e lo comperò Mondadori.
Parlando del tuo esordio come è avvenuto il tuo percorso che ti ha portato alla pubblicazione? E’stato difficile trovare un editore?
Sono stato fortunato. “L’Assalto” è finito nelle mani di Magagnoli per caso e gli è piaciuto, però quasi sempre è molto difficile trovare un editore. Gli editori sono in genere personaggi abbastanza grigi, senza molta fantasia, preoccupati delle loro flatulenze e della retta dell’asilo e di tutto il resto: non sono personaggi straordinari. Giulio Einaudi e i suoi editors (Pavese, Vittorini…) sono morti da un pezzo.
Scrittore e giornalista, una vita dedicata alla scrittura. Parlaci del tuo lavoro di giornalista. Per quali giornali scrivi, di che ti occupi, più una passione o un lavoro?
Scrivo per lo più per giornali finanziari, italiani e statunitensi, ma non è la mia attività principale anche se appassionante. Scrivere sulle riviste ti dà una grossa soddisfazione se sai smascherare le stupidaggini che dicono ogni giorno i governanti e i potenti incompetenti in TV. E non c’è che da scegliere.
Quali sono i tuoi maestri letterarari, gli autori che ami di più?
Fra i “vecchi” i grandi americani: Steinback, Sherwood Anderson…; fra i contemporanei i grandi americani: Eugenides, DeLillo… e poi i superclassici: Proust, Joyce…
Parlaci della tua città, Genova. Cosa ami, cosa odi?
Ci ho passato quasi tutta la vita, a Genova, anche se non sono di famiglia genovese. Come faccio a non sentirmici a casa? E se in un posto ti ci senti a casa, quello è il “tuo” posto. E’ “superba”, Genova, nel senso che è bellissima (via Garibaldi merita da sola un viaggio). Ai genovesi voglio bene, ma sono di una prudenza folle. Brava gente però. Buona.
Insegni scrittura creativa e hai scritto un manuale di scrittura creativa: Smettetela di Piangervi Addosso: Scrivete un Bestseller (Gribaudo 2006). Quali sono in breve le regole per scrivere un libro di successo?
E’ una cosa molto complicata: questa è la prima regola. Se non hai fatto un sacco di fatica probabilmente hai scritto una porcheria. Occorre avere una grande idea e meditarci sopra finché non sei convinto che può reggere conflitti sovrumani e personaggi straordinari che facciano innamorare te prima che i lettori. Tennesse Williams diceva che non avebbe mai potuto scrivere di un protagonista che non lo eccitasse sessualmente. La seconda regola è non arrendersi mai quando dieci o più editori rifiutano il tuo manoscritto: riprova e nel frattempo scrivine uno migliore!
Che consigli daresti ad un autore esordiente? Rivolgersi agli editori a pagamento è un errore o una scelta vincente?
Solo i grandi editori che pagano te (non che sono pagati da te) mettono il tuo libro in bella evidenza nelle grandi librerie, e solo quello conta. D’altra parte nessun grande editore lo farà se il tuo libro non è un grande libro. Quindi il segreto è scrivere un grande libro.
Hai scritto una lunga serie di saggi di economia e finanza di grande successo per Il Sole 24 ORE che hanno venduto oltre 170.000 copie. Che bilancio hai tratto da questa esperienza?
Che si vende molto solo quello che si scrive avendo costruito una grande competenza. I miei manuali pieni di formule astruse vendono di più del 95% dei romanzi che entrano in libreria. Capita che una porcheria venda tanto; spesso i libri che hanno vinto un premio di grido lo sono; ma non ti puoi affidare al sedere: devi essere competente in ciò che scrivi, siano saggi sia letteratura. Studiare, studiare, studiare.
Tra i libri che hai scritto quale è quello a cui sei più affezionato?
Il primo saggio, ovviamente: “Come Guadagnare in Borsa” e poi fra i romanzi “Katarina e il Pericolo della Neve” che ha pubblicato il mio amico Foschi; già lì, con anni di anticipo rispetto alla cornaca, narravo di ONLUS che riciclano denaro sporco; e Katarina è un personaggio straordinario (in my view), assolutemente affascinante (in my view).
Ci sono errori che hai commesso nella tua carrira, scelte difficili che oggi grazie all’esperienza ti spingerebbero ad agire diversamente?
Snobbare gli editori, non far parte di nessun circolo, non aver preso la tessera di un Partito che sa piazzarti immediatamente sia con l’editore giusto sia farti andare in TV per presentare il tuo libro… sono tutti errori che ho commesso… ma che rifarei comunque.
Che rapporto hai con la critica? Quale recensione ti ha fatto più felice?
Ho un buon rapporto con la critica. Mi hanno fatto piacere le recensioni che non mi aspettavo, quelle spontanee, che nessuno ha so
llecitato, come quella di Bigazzi su Repubblica. Però è falso il mito che la critica ti fa vendere: la critica in sé non basta. Come non basta la pubblicità. Il segreto, come ho detto, è scrivere un grande libro. Questo è il problema.
Attualmente stai scrivendo un nuovo romanzo? Puoi anticiparci qualcosa in esclusiva per Liberidiscrivere?
Sto scrivendo un nuovo saggio finanziario importante e – spero: attendo una risposta – un altro saggio che mi appassiona, questa volta sulla struttura matematica del mondo. Inoltre… ebbene sì: sto scrivendo anche un nuovo romanzo, ma ho deciso di battere strade insieme vecchie e nuove: di darlo cioè in pasto a puntate (come faceva Dumas) direttamente al popolo di internet, scaricabile gratuitamente da chi ne sia incuriosito e se lo voglia leggere. Racconta di una ragazzina delle medie, Milla, che incontra un ragazzo più grande di lei. Entrambi in una certa misura sono “feriti”: Milla non si sa adattare alla disinvoltura – anche sessuale – delle sue coetanee, quindi è una bambina sola, e lui ha vissuto la sua infanzia in collegio ed ha conosciuto l’omosessualità claustrofobica che vige sovrana negli ambienti religiosi. Entrambi decidono di unire le loro “ferite” e di partire con solo un paio di mutande nelle loro sacche o poco più, con la 500 C color blu quasi nero di lui, e… il resto non lo so ancora (Sorride).
Il romanzo si trova su:
http://www.scribd.com/documents#all?sort=reads&sort_direction=descending&display_format=mix
Fammi gli auguri!
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