“I segreti di Degas” dello scrittore napoletano Elio Capriati, già noto al pubblico per il suo libro d’esordio “Ritratto di famiglia. I Meuricoffre” che partecipò nel 2004 alla selezione del premio Campiello, è senz’altro una piccola perla nel panorama letterario italiano, un piacevole e delicato omaggio alla città di Napoli e all’arte. Certo tutti conoscono le celeberrime ballerine di Degas ma forse non tutti sanno che è esistito un ramo napoletano della famiglia Degas e in questo gradevolissimo libro impariamo a farne la conoscenza. Tutto inizia a Parigi un mattino dei primi del novecento quando il giovane poeta Paul Valery si recò in visita all’atelier dell’ormai anziano Edgar Degas ed ebbe modo di sentire così raccontare dal Maestro l’avventurosa vita del nonno Renè-Hilaire Degas e della sua turbolenta famiglia. Capriati ci porta con mano lieve nel passato fino al tempo della grande rivoluzione del 1789 quando il nonno di Degas ebbe parole di tenero conforto per Maria Antonietta diretta al patibolo e per questo dovette scappare lasciando la Francia per rifugiarsi a Napoli e da questo episodio prende l’avvio la storia, una storia ricca di rocambolesche fughe, personaggi pittoreschi, aneddoti curiosi in cui la realtà documentata da un attenta analisi di documenti d’epoca si intreccia con la fantasia dell’autore, così partecipe dei fatti raccontati da risultare mai sopra le righe o inopportuno. Un velo di malinconia ricopre tutta la narrazione e si accresce nell’epilogo quando un Paul Valery ormai maturo ricorda un lontano giorno di fine settembre del 17 quando gli annunciarono la morte di Edgar Degas. I protagonisti delle vicende che gli aveva raccontato ormai erano tutti morti restavano di loro solo i quadri di famiglia a custodire i loro segreti.
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