Parlami della tua esperienza di scrittrice esordiente
Inizialmente non capivo nulla di tutto quello che stava accadendo quindi ho fatto affidamento ai vari consigli ricevuti. Per me esordire è stato come trovarmi in una città caotica dove non si sa mai quale direzione prendere, infatti quando ho avuto la prima proposta di pubblicazione non ho dormito per due notti, ma alla fine si è tutto normalizzato.
Sei superstiziosa?
No.
Ascolti musica mentre scrivi?
Generalmente no, preferisco concentrarmi sul materiale che sto scrivendo.
Nei tuoi testi ci sono molti riferimenti autobiografici?
Sì, spesso inserisco eventi che mi capitano personalmente. Il secondo libro ad esempio parla di una scuola di recitazione quindi il tutto si ambienta in teatro, l‘ ho scritto perché anch‘ io in passato ho recitato.
Come riesci a conciliare il lavoro di scrittrice con quello di tecnico di laboratorio?
Scrivo di notte.
Cosa pensi del rapporto mass media e letteratura?
Secondo me è un rapporto indispensabile.
Cosa pensi del fenomeno dei ghost writers se mai stata tentata di scrivere per autori famosi?
Per autori famosi mai, però sto scrivendo un libro per un ragazzo che ha vissuto una vicenda terrificante e lui mi ha chiesto questo favore. Sono contenta di aver accettato perché è un’ esperienza che mi sta insegnando tante cose, come ad esempio l’ umiltà e la semplicità.
Quali sono i tuoi maestri letterari?
Ho letto tanto fin da quando ero bambina ed è difficile per me stilare una lista di preferenza perché sono tanti e da ognuno ho imparato molto. Forse se dovessi accennare un maestro letterario del passato citerei Giacomo Leopardi perché lui aveva la capacità di gettare tutte le sue ansietà nella scrittura evadendo da una vita fatta di privazioni e sofferenza.
Che libro stai leggendo al momento?
Devo incominciare “ Narciso “ di Francesco Capaldo.
I tuoi libri sono tradotti anche in altre lingue?
Al momento no.
Cosa preferisci di più scrivere in un libro, i dialoghi, la caratterizzazione dei personaggi, la descrizione dei luoghi?
I dialoghi sono la parte in cui mi diletto maggiormente, credo comunque che la caratterizzazione dei personaggi sia indispensabile quindi dedico del tempo per dare loro una personalità e un‘ identità ben precisa. La descrizione dei luoghi la menziono solo se necessario ma non mi dilungo più di tanto.
Ti ritieni una scrittrice svizzera o italiana?
Italiana al cento per cento.
Scrivi in lingua tedesca?
No, scrivo in italiano.
Un’ aforisma, la frase di una canzone, un proverbio che ti è caro.
“Riesce chi persevera” questa frase l’ho introdotta nel mio secondo libro.
Come pensi di preservare la tua indipendenza spirituale nell’attuale mondo letterario?
Separo sempre le due cose, una non influenza l’ altra, finora ci sono riuscita e funziona benissimo.
Che consigli daresti ad un giovane autore non ancora pubblicato?
Bisogna essere scaltri, avere gli occhi aperti e non fidarsi ciecamente del primo editore che ti fa una proposta di pubblicazione, piuttosto è importante esaminare il contratto attentamente e non esitare ad informarsi bene di tutto.
Riguardo alle case editrici che pubblicano a pagamento cosa ne pensi?
Dipende dalla casa editrice, non tutte sono serie, anzi quasi nessuna.
Ti piace la letteratura giapponese?
Non ho avuto modo di cimentarmi con questo tipo di letteratura.
Quali sono i tuoi autori preferiti?
A me viene sempre in mente Oscar Wilde.
Cosa stai leggendo attualmente?
Attualmente nulla perché sto aspettando il libro che ho ordinato.
Da donna pensi sia più facile per un uomo essere scrittore o quel che conta è solo il talento?
La maggior parte degli scrittori che conosco sono uomini e trovo in loro un grande carisma, ma secondo me il talento è ciò che in definitiva conta.
Dammi una tua definizione di amicizia.
Un legame solido che dura nel tempo costi quello che costi.
Come ti documenti per i tuoi libri?
Prima di incominciare un libro raccolgo tutte le informazioni possibili riguardo il tema che voglio sviluppare, magari faccio ricerche in internet. Mi rivolgo ad amici che hanno a che fare con una determinata professione o esperienza. Leggo e ascolto molto gli altri, quindi il tutto mi facilita il compito.
Che genere letterario preferisci: fantascienza, fantasy, saggi?
Sentimentale, ma non disdico anche altri generi.
Quali lettori preferisci?
Lettori che sanno ancora sognare e che non si soffermano sulle banalità.
Tra i tuoi libri quale è stato più difficile scrivere?
Il secondo “Quella notte” perché è molto ricco e intenso. Ho impiegato quasi un anno di intenso lavoro per terminarlo ma sono stata ripagata dal fatto che nell’ arco di ventiquattro ore diverse case editrici se lo sono conteso nella speranza che pubblicassi con loro. Il più difficile però sarà il quarto che dovrò incominciare a fine anno.
Scriveresti sceneggiature per il cinema o la televisione?
Né ho già scritta una che proporrò ad alcuni produttori esecutivi proprio in questi giorni. Hai visto mai nella vita …
Hai un agente letterario?
Al momento no.
Stai lavorando a qualche nuovo libro?
Sì, a diversi: sto finendo il terzo, e sto scrivendo due libri a quattro mani, a fine anno poi incomincerò il quarto.
Una domanda tecnica scrivi molte stesure e correzioni o hai uno stile più spontaneo?
La stesura è una sola, poi ricamo intorno al lavoro rendendolo vivo, una volta che ha raggiunto la consistenza da me desiderata dedico tanto tempo per la correzione leggendo più volte.
Che strumento di scrittura preferisci?
Scrivo al pc, ma con me porto sempre carta e penna e prendo appunti non appena una piccolezza desta il mio interesse oppure quando ho l’ ispirazione.
Hai relazioni d’amicizia con altri scrittori? Qualcuno da cui hai imparato molto e vorresti ringraziare?
Ho molti amici scrittori e li ringrazio per l’ incoraggiamento che mi danno, per i consigli concernenti i concorsi, per lo scambio di opinioni. Sono tanti e voglio loro molto bene, ma già che mi trovo colgo l’ occasione di ringraziare Francesco Boschetti per tutti i suggerimenti e le idee e l’ incoraggiamento che mi dà.
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Tag: Laura Tufilli
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